La nostra storia

  Cinque generazioni. Ecco da quanto tempo il nostro cognome di famiglia, i Semeraro, è legato all'olio extravergine di oliva. La nostra vita si intreccia infatti con quella della Masseria e dei suoi alberi da prima dell'Unità d'Italia, nel 1859.
 
 
Quella che vedete in foto sono io, Alba, con in mano una bottiglia del nostro monocultivar Picholine, che porta il mio nome. Proprio su quel muretto, più o meno vent'anni fa, discutevo con mio marito Franco sul futuro di Pezze Galere, dopo la scomparsa di suo padre, nonno Giacomino.  Lui, agronomo, negli anni sessanta aveva trasformato questa azienda, impiantando cultivar poco comuni in Puglia: Frantoio, Leccino e Picholine. La storia non poteva finire lì.
 
 
Dopo i primi anni difficili sono venute anche le soddisfazioni, grazie all'incontro con due persone straordinarie: il maestro Gaetano Avallone, che per primo ci ha indirizzati verso la produzione dei monocultivar, e Nicolangelo Marsicani, frantoiano a Sicilì, che ancora oggi li firma con arte e ingegno.
 
 
I riconoscimenti che riceviamo oggi li dedichiamo ai nostri antenati: a nonno Giacomino Semeraro, che nella Masseria ha trascorso la sua vita, e a mio padre, Oronzo Guarini, un pioniere dell'extravergine e tra i primi imbottigliatori in Italia. Era pensando a lui, alla sua grinta e determinazione, che nei primi anni di gestione dell'azienda andavo a raccogliere le olive con i miei collaboratori Pietro e Angelo.
 
 
Oggi in azienda con me c'è mio figlio Giacomo (si chiama come il nonno), che dopo vent'anni di vita a Roma come giornalista ha deciso di tornare in Puglia, alla Masseria, con la sua famiglia. Anche lui, come me, preferisce scrivere la parola "avanti" piuttosto che "fine".  E chissà se in futuro a prendersi cura degli ulivi sarà mio nipote, Francesco, che già a otto anni ha un talento innato nel riconoscere gli oli.
 
  

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